mercoledì 21 luglio 2010

9.8 RECITARE IL KIDDUSH PER ALTRI

Abbiamo già menzionato nei paragrafi precedenti che una persona può recitare il kiddush per altre persone non solo (i) quando compie la mitzvà del kiddush per se stesso, ma anche (ii) se ha già compiuto la mitzvà per se stesso (nel qual caso è preferibile che il kiddush sia recitato da qualcun'altro) [28] o (iii) non ha compiuto la mitzvà e non vuole compierla in quell'istante (per esempio perchè non vuole mangiare nel posto in cui si recita il kiddush). In quest'ultimo caso chi recita il kiddush non può bere il vino, ma deve darlo da bere ad una delle persone per cui lo recita, nè può mangiare dopo il kiddush. [29]

Abbiamo anche menzionato che chi recita il kiddush deve avere in mente di voler far compiere la mitzvà a chi ascolta e chi ascolta deve avere in mente di voler compiere la mitzvà ascoltando il kiddush. Sappiamo anche che chi ascolta non deve rispondere “Baruch Hu u-varuch Shemò” e deve rispondere “Amen” al termine di ogni berachà. Il kiddush va recitato nel luogo nel quale si prosegue il pasto.

La donna ha lo stesso obbligo dell'uomo di recitare il kiddush e può quindi recitare il kiddush per il marito e gli altri membri della famiglia. Per ragioni di modestia la donna non recita il kiddush di fronte a uomini che non siano membri della sua famiglia a meno che non ci sia alternativa. L'uso è che sia l'uomo a recitarlo. (S) Secondo il Kaf Ha-Chaim a priori le donne non possono far compiere la mitzvà del kiddush agli uomini (nemmeno se famigliari), ma possono solo farlo in caso di necessità (per esempio l'uomo non lo sa o non lo può recitare e non c'è nessun altro uomo che possa recitarlo per lui).

I bambini al di sotto di 13 anni (12 per la bambine) hanno l'obbligo rabbinico (a fini educativi) di recitare il kiddush. Un adulto può recitare il kiddush per un minore. Dato che si tratta di un comandamento rabbinico, il minore non può invece recitare il kiddush per un adulto il cui comandamento è stabilito dalla Torà. [30]

Se però l'adulto ha già recitato la tefillà di arvit di venerdì sera, la mitzvà di recitare il kiddush è ora per lui solo derabbanan (rabbinica) e pertanto un minore che non abbia recitato la tefillà può recitare il kiddush per un adulto (per entrambi il kiddush è ora solo derabbanan). Ciò avviene nel caso in cui l'adulto non sappia o non possa recitare il kiddush e non via sia un altro adulto che lo possa recitare. Se il minore ha già recitato la tefillà, non può recitare il kiddush per un adulto. [31]

(S) Secondo il Ben Ish Chai e Rav O. Yosef shlit'a un minore (anche se sopra i 12 o 13 anni, ma che non abbia raggiunto uno sviluppo adolescenziale) non può in nessun caso far uscire dall'obbligo del kiddush un adulto. Secondo il Kaf Ha-Chaim a posteriori un minore (anche se ha già recitato la tefillà) fa uscire d'obbligo un adulto, ma solo nel caso quest'ultimo abbia già recitato la tefillà.

Si è compiuta la mitzvà anche se si ascolta il kiddush da qualcuno che lo pronuncia in modo differente dal proprio. Per esempio un ashkenazita può recitare il kidddush per un sefardita.

Una persona che vive in Eretz Israel non può recitare il kiddush del secondo giorno di Yom Tov per una persona che non risiede in Eretz Israel.

Note
[28] Può rendersi necessario recitare il kiddush anche se lo si è già recitato nel caso in cui non ci sia nessun altro che lo sappia recitare.
[29] Mentre è possibile recitare la berachà sul vino solo per gli altri, non è permesso recitare l'hamozì solo per gli altri neanche nel caso in cui si reciti il kiddush sulle challot.
[30] Un bambino al di sopra dei 13 anni e una bambina al di sopra dei 12 anni non possono far uscire adulti dall'obbligo della Torà fino a quando non hanno raggiunto uno sviluppo fisico adolescenziale.
[31] Anche se è pur sempre una mitzvà derabbanan, non è allo stesso livello di quella dell'adulto. Una volta che il minore abbia già recitato le tefillot ha compiuto il suo obbligo rabbinico primario e quando recita il kiddush compie l'obbligo rabbinico secondario di recitare il kiddush sul vino. Un adulto che abbia recitato le tefillot, ha invece un obbligo primario di recitare il kiddush. Ne deriva anche che un minore che abbia recitato le tefillot non può recitare il kiddush per un minore che non le abbia recitate.

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