giovedì 27 maggio 2010

9. IL KIDDUSH

Dal passuk “Ricorda il giorno di Shabbat per santificarlo” (Shemot 20:8) impariamo che è una mitzvà ricordare lo Shabbat santificandolo con parole di lode e keddushà (“destinazione particolare”). Ciò avviene alla sua entrata con il kiddush e alla sua uscita con l'havdalà. In aggiunta, ricordiamo il giorno di Shabbat con il kiddush del pranzo di Shabbat. Anche a Yom-Tov si recita il kiddush prima del pasto della sera, il kiddush della mattina e si compie l'havdalà al termine di Yom-Tov.

Vi sono alcune autorità halachiche secondo le quali la Torà prescrive solo di ricordare lo Shabbat il venerdì sera a parole, ma non con il vino e le challot. Secondo altre autorità, una volta che i Chachamim hanno stabilito il testo del kiddush con il vino, la mitzvà può essere compiuta solo in questo modo.

Ne deriva che il kiddush del venerdì sera e l'havdalà al termine dello Shabbat sono, in pratica, prescritti dalla Torà, mentre il kiddush della mattina di Shabbat e il kiddush della sera di Yom-Tov e della mattina di Yom-Tov sono considerati derabbanan (stabiliti dai Maestri z.l.).

L'obbligo di recitare il kiddush della sera e del giorno (sia di Shabbat che di Yom-Tov) si applica non solo agli uomini, ma anche alle donne e ai bambini.

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