mercoledì 20 gennaio 2010

8.4 RICEVERE LO SHABBAT CON L'ACCENSIONE

L'uso è che con l'accensione dei lumi presso il tavolo da pranzo la donna riceva lo Shabbat. Salvo le eccezioni specificate, una volta terminata l'accensione si applicano su di lei tutte le regole dello Shabbat. È quindi importante terminare tutti i preparativi dello Shabbat prima dell'accensione. (S) Secondo il Bet Yosef l'accensione dei lumi non comporta l'accettazione dello Shabbat a meno che non lo si accetti esplicitamente.
È corretto che la donna faccia tutti i preparativi per lo Shabbat (per esempio si lavi in onore dello Shabbat, metta i vestiti dello Shabbat e preghi minchà) prima dell'accensione. Ma se non c'è tempo deve accendere i lumi anche se non ha compiuto i preparativi. Minchà va “recuperata” recitando due volte l'amidà di arvit di Shabbat. (S) Secondo il Bet Yosef, la donna può recitare minchà non solo dopo la semplice accensione, ma anche se al momento dell'accensione ha accettato esplicitamente lo Shabbat a livello individuale.

Gli altri famigliari non ricevono lo Shabbat con l'accensione dei lumi, salvo il caso in cui vogliano farlo. Pertanto fino ad un po' prima del tramonto (“shekiat ha-chamma”) è permesso che la donna istruisca i propri famigliari o altri ebrei che non abbiano ancora accettato lo Shabbat (e a maggior ragione non ebrei) a compiere qualsiasi attività proibita a Shabbat. (S) Secondo il Ben Ish Chai è preferibile astenersi dal farlo.

Nel caso in cui sia il marito ad accendere (per i motivi visti sopra) l'accensione non comporta l'accettazione dello Shabbat da parte della moglie.

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